Gli smartphone offrono, alle grandi aziende del tech, grandi opportunità per poter studiare, capire e prevedere i comportamenti dei consumatori.

I nostri telefoni, che utilizziamo tutto il giorno, grazie alle varie app, contengono informazioni sui nostri spostamenti, sulle nostre attività e sui nostri gusti, molto più di computer e tablet, poichè sono ad uso esclusivamente personale.

Amazon, Linkedin, Google e Apple stanno puntando molto sull’anticipatory computing, i dati degli utenti vengono raccolti e analizzati da algoritmi, rendendo possibile anticipare i bisogni e le esigenze dei consumatori.

In particolare Linkedin, con l’app Connected, permette agli iscritti di essere aggiornati sulle persone connesse, su eventi, attività, promozioni, update, e, in ottica di meeting e colloqui, è possibile essere maggiormente preparati e poter indirizzare meglio la conversazione.

Apple sta sviluppando e migliorando notevolmente Siri, l’assistente vocale, che sarà in grado di proporci soluzioni ancora prima di ricevere le domande, analizzando i dati e le attività pregresse.

Google può fare affidamento su una banca dati di grosse dimensioni, e sta sviluppando anche lui un assistente vocale, Google Now, che basandosi su Maps, YouTube, Google Plus e la Ricerca, potrà prevedere i nostri bisogni, suggerendoci le strade preferite in base agli appuntamenti, dirci se c’è traffico e molto altro.

Un po’ diverso, ma non per questo meno efficace, è l’approccio studiato da Amazon, che analizzando il nostro storico pensa di poter prevedere i trend e i possibili futuri acquisti, cosi da gestire meglio il magazzino, spostando gli articoli dove è più probabile che vengano acquistati dai clienti vicini, riducendo i tempi di consegna.

Facebook e Twitter al momento stanno a guardare, con la sorpresa degli esperti, visto la mole di dati in possesso dei due colossi dei Social Network, ma è probabile che sia solo questione di tempo prima che anche loro si affaccino all’anticipatory computing.