L’Italia è sempre più una nazione “bio”, non solo per la produzione ma soprattutto per i consumi, in continua crescita. Nonostante la crisi e il livello di prezzi, il biologico continua ad avere una presenza importante all’interno del carrello della spesa. Anche sulle confezioni dei prodotti la valorizzazione del biologico ha acquisito forza. Secondo l’Osservatorio Immagino, infatti, il richiamo al biologico compare sul 6% delle etichette delle referenze presenti nei supermercati e degli ipermercati.

Il biologico e il trinomio di naturalità, sicurezza e attenzione all’ambiente, conservano ancora un forte potere di rassicurazione sul consumatore. La crescita del biologico si accompagna a quella dei vari prodotti alimentari collegati a particolari stili di vita, come il 100%veg, il kosher e l’halal. In particolare, i prodotti per vegani hanno ormai raggiunto lo stesso giro d’affari del biologico, nonostante numericamente siano circa la metà.

Il mondo del "free from" rappresenta un’altra realtà che ne ha fatta di strada negli ultimi anni! Nata per rispondere a precise esigenze alimentari, oggi rappresenta una delle famiglie più consistenti in termini di giro d’affari nel mondo alimentare, che nel 2016 ha raggiunto 6 miliardi di euro con una crescita del 2,3%. Esclusa l’acqua e gli alcolici, 19 prodotti su 100 hanno le caratteristiche del “free from”. Possiamo concludere che per gli italiano meno c'è più è buono.

Se anche l’occhio vuole la sua parte, i pack rappresentano un punto di contatto fondamentale tra brand e consumatore. Oltre i Claim , anche bolli e certificazioni acquistano un valore importante. Secondo l'Osservatorio Immagino, 22 prodotti su 100 presentano una particolare. I più utilizzati sono le bandiere, a garanzia dell’origine del prodotto, che riguardano 10% delle referenze, seguite dalla certificazione europea del biologico, che compare su circa il 5% dei prodotti.