Shazam è l’insostituibile applicazione di identificazione di brani per eccellenza; semplice ed intuitiva, permette di riconoscere il brano che stiamo ascoltando o, addirittura, canticchiando! La versione 6,  rilasciata recentemente, ha reso l’applicazione universale e ha integrato una serie di nuove funzioni, disponibili esclusivamente per iPad, come il tag automatico di brani (in USA anche di serie TV!), mappe dinamiche con contenuti più popolari e l’attività in background.     

I dati forniti da Doug Garland, Chief Revenue Officer , rivelano un trend in crescita vertiginosa: 10 milioni di nuovi tag al giorno, quasi un miliardo di tag all’anno e 2 milioni di nuovi utenti  ogni settimana. Ma non finisce qui! Già da qualche anno l’azienda ha elaborato una funzione aggiuntiva dell’applicazione che consente di interagire direttamente con la TV e gli spot pubblicitari.

L’idea di fondo è far diventare l’applicazione una sorta di mouse per far interagire lo spettatore con i contenuti extra dei programmi televisivi” ha dichiarato David Jones, presidente esecutivo di Shazam;  considerando il fatto che circa il 70% dei possessori di smartphone rimane in compagnia del proprio device anche davanti alla televisione, la scelta di espandere in questa direzione le funzioni dell’applicazione sembra particolarmente azzeccata. Già da qualche anno infatti sono partiti i primi esperimenti per tentare di creare un’interazione tra televisione, advertising e mobile: già nel 2011 Shazam era in grado di riconoscere la maggior parte degli show televisivi sui canali statunitensi; i primi episodi di pubblicità interattiva sono comparsi negli Stati Uniti, in occasione del Super Bowl e i Grammy Awards in collaborazione con brand come Pepsi e Toyota, e in UK durante Britain’s Got Talent.

Anche in Italia sono comparsi recentemente i primi spot interattivi, riconoscibili dal fatto che, durante la messa in onda, compare un messaggio che invita gli utenti ad utilizzare l’applicazione e “shazzammare” lo spot per accedere a contenuti unici. Dal Pinguino Pino di Vodafone, agli spot pubblicitari del settore automotive di Audi e Nissan, lo scopo è il medesimo: coinvolgere i telespettatori e invitarli ad approfondire il messaggio commerciale, mettendo a disposizione contenuti esclusivi ai quali accedere attraverso un altro device. Lo spot pubblicitario diventa quindi un’esca che permette, attraverso i 30 secondi a disposizione, di intercettare il target ed indirizzarlo verso altri contenuti (la possibilità di scaricare il brano dello spot, un’offerta speciale, una promozione, contenuti extra…).

Si tratta di un’evoluzione della pubblicità tradizionale che, da tempo ormai, era considerata inadeguata al nuovo profilo del consumatore dell’era del web 2.0 e che ha l’obiettivo di coinvolgere e far sentire l’audience al centro della comunicazione. La corsa a “shazzammare” gli spot è iniziata anche in Italia… quindi tenetevi sempre lo smartphone a portata di mano mentre guardate la tv!